Ricevo da Giampaolo Bizzarri comunicazione di una importantissima sentenza pubblicata su Guida Al Diritto:

Corte di cassazione – Sezione III civile – Sentenza 21 gennaio 2010 n. 997
L’automobilista che, in caso di sinistro stradale, si avvale dell’assistenza di uno studio di infortunistica può ottenere in giudizio il rimborso delle spese sostenute anche se l’attività è stata svolta da un soggetto che non riveste la qualità di professionista legale. Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza 997/2010 secondo la quale l’attività di assistenza legale non può considerarsi riservata agli iscritti negli albi e dà diritto al compenso a favore di colui che la esercita, sempre che la “spesa sia stata necessitata e giustificata in funzione dell’attività di esercizio stragiudiziale del diritto al risarcimento”.

Il testo della sentenza

ANIA – Le grandi manovre

scritto da admin il 13 gennaio 2010

cerchiai_miniatura.jpg Intervista al presidente dell’ANIA “L’aumento è assicurato”

Agenzia antifrode: ma la vogliono davvero?

scritto da admin il 29 dicembre 2009

automobilista_logo.gifAgenzia antifrode: ma la vogliono davvero?

automobilista_logo.gif“Agenti difesi dalle associazioni dei consumatori? Buffonata tossica”

“No agli inciuci fra associazioni dei consumatori e Assicurazioni”

cnf-logo.gifE I PATROCINATORI STRAGIUDIZIALI?

Riforma della Avvocatura, Alpa: “Bene l’emendamento sulla riserva di consulenza agli avvocati”
04/12/2009
Rimini. “Ogni specificazione sulla riserva della consulenza legale che fughi gli equivoci in cui sono incorse Confindustria e le altre associazioni ci trova favorevoli. Infatti, il Cnf ha sempre sostenuto che l’esclusiva non si estendeva alla consulenza prestata dalle associazioni imprenditoriali ai propri iscritti o dalle società per le consorelle dello stesso gruppo”.
Così il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa ha commentato la notizia della probabile presentazione di un emendamento sulla riserva di consulenza legale al testo di riforma dell’avvocatura, che dovrebbe contribuire a favorirne l’approvazione da parte del Parlamento superando le obiezioni avanzate da Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali.
Alpa ha ricordato che il Cnf, da ultimo in occasione dell’approvazione del testo da parte della commissione giustizia del senato lo scorso 18 novembre, ha sempre sostenuto che sulla riserva di consulenza si era fatta troppo confusione, precisando come “l’esclusiva non compromette la consulenza legale offerta da società appartenenti allo stesso gruppo societario o dalle associazioni a favore dei propri iscritti”.
……….

Se c’è qualcuno che ha la possibilità di presentare emendamenti “ad hoc” al comma 7 dell’art. 2* del DDL (1198) a firma del Senatore MUGNAI.  -  Riforma dell’ordinamento della professione di avvocato non ci deve pensare molto perchè è inemendabile.

Per evitare di emendare l’inemendabile (col rischio di fare un disastro) e tenere conto delle indicazioni dell’Antitrust e della giurisprudenza di merito e Cassazione a noi favorevole e’ del tutto chiaro che l’emendamento deve essere così formulato:

art. 2 comma 7 

sopprimere.

Se qualcuno magari pensa di fare emendamenti “furbi” o cervellotici attenzione perchè gli altri lo sono tre volte di più.

* Art. 2  (COSI’ COME LICENZIATO DALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO)

        «7. Fuori dei casi previsti dalla legge, l’attività professionale di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale è riservata agli avvocati. E’, in ogni caso, consentita l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinato o di prestazione di opera continuativa e coordinata aventi ad oggetto la prestazione di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale ad esclusivo vantaggio del datore di lavoro o del soggetto in favore del quale l’opera viene prestata.».

automobilista_logo.gif“L’indennizzo diretto? Da tre anni, un flop… facoltativo”

great_idea2.jpgLeggendo commenti relativi al comunicato di CNA-Assoprofessioni è opportuno  osservare che chi propone di costituire un albo degli esperti di infortunistica stradale non è al corrente degli innumerevoli tentativi passati, cui ho peraltro partecipato attivamente.

Il sogno di costituire un albo dei patrocinatori autonomo o da inserire in quello dei periti assicurativi è svanito quando, nel 1997, l’Antitrust, in una famosa indagine conoscitiva, ha sottolineato che il mercato italiano delle professioni era regolamentato da una presenza abnorme di ordini e collegi.

La soluzione suggerita dall’Authority era quindi di:

  • non introdurre nuove riserve di legge;
  • non costituire nuovi ordini;
  • procedere al riconoscimento delle professioni non regolamentate e delle associazioni di riferimento ma senza barriere di entrata.

Negli ultimi anni, infatti, non sono stati costituiti nuovi ordini né sono state introdotte ulteriori riserve di legge, nonostante le molte pressioni.

Non sono state però riconosciute le professioni non regolamentate. Tale appassionante battaglia continua e il fatto che CNA, associazione di categoria “pesante”, e Assoprofessioni abbiano insieme fatto un comunicato a difesa della nostra professione è certamente positivo anche se non esime nessuno dal darsi da fare se non si vuole rischiare seriamente di chiudere i battenti o accettare l’umiliazione e il costo di cambiare la ragione sociale.

La nostra professione ha visto l’affermazione di una giurisprudenza di merito e di Cassazione che ha chiarito il limite della nostra attività che è, per l’appunto, quella di patrocinatori “stragiudiziali” (e non oltre).

Sono stupito quindi da come sia poco aggiornata la conoscenza di tali argomenti.

Se la riforma della professione forense sarà varata con la nuova riserva di legge, ci si potrà dimenticare del riconoscimento di una professione che non esisterà più.

Lavorare per tentare di costituire un albo non è una gita fuori porta, come qualcuno ha ipotizzato. Si tratta di far varare una legge ordinaria che, peraltro, deve passare sotto le forche caudine delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato (notoriamente presidiate dalla parte più corporativa dell’avvocatura).

I colleghi affiliati alle reti e gli iscritti alle associazioni dovrebbero chiedere ed ottenere di essere tempestivamente informati delle iniziative legislative riguardanti la nostra professione, che si può governare nel tempo solo con una conoscenza costantemente aggiornata.

Se dovessi infatti definire con un motto il mio ambiente professionale  nei momenti difficili come questo potrebbe essere “armiamoci e partite”.

Ringrazio sentitamente un collega per l’invito a costituire una nuova associazione. Potrei anche pensarci ma dopo anni di esperienza associativa nutro non poche riserve.

In questo momento trovo interessante lavorare ad un progetto come quello di CNA-Assoprofessioni che avrà prossimi sviluppi significativi anche per chi desidera parteciparvi.

Il mio auspicio è che l’aggregazione di informazioni eterogenee pubblicate su questo sito attingendo da fonti sempre attendibili possa essere utile ad ogni professionista per andare un po’ più in là del proprio “particulare”.

cna_assoprofessioni.jpgRIFORMA FORENSE:CNA,PROFESSIONISTI NON REGOLAMENTATI A RISCHIO

UPDATE! Comunicato sul sito della CNA

(AGI) – Roma, 26 nov. – “Attribuire esclusivamente agli avvocati iscritti all’albo lo svolgimento di attivita’ di consulenza legale pone alcune professioni non regolamentate, come quelle di patrocinatore stragiudiziale o esperto di infortunistica a rischio “estinzione”, contravvenendo inoltre ai principi, riconosciuti, sia a livello comunitario che nazionale, di liberta’ di concorrenza e liberalizzazione dei mercati”. E’ questa la principale obiezione sollevata da CNA e Assoprofessioni all’indirizzo del Disegno di legge sulla riforma della professione forense licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato. La nuova legge estende infatti agli avvocati la pratica esclusiva di molti servizi legali “in ogni campo del diritto”, finora assicurata con continuita’ e professionalita’ da soggetti appartenenti a categorie professionali non regolamentate o interni ad imprese ed associazioni di categoria. “Se il disegno di legge dovesse passare in aula – hanno spiegato Sergio Gambini, responsabile Affari istituzionali di CNA e Giorgio Berloffa, presidente di Assoprofessioni – si assisterebbe alla pretesa di nuove riserve di legge da parte di altri ordini professionali, e alla richiesta dei professionisti non regolamentati per la creazione di nuovi albi, in palese contrasto con le linee guida europee in materia di liberalizzazione delle professioni” .

“E’ pertanto necessario – hanno aggiunto Gambini e Berloffa – che l’aula stralci i punti critici della riforma della professione forense e che il Parlamento proceda con celerita’ e spirito liberale al riconoscimento delle professioni non regolamentate, secondo una normativa moderna e di stampo europeo”.(AGI)

camera1.jpg Il convegno di Inretecar è stato un’interessante occasione per fare il punto sull’evoluzione delle iniziative delle Compagnie nei confronti dei Carrozzieri. Mi è parso di comprendere che i tentativi di UGF e SAI di diventare “grandi carrozzieri” per ora non abbiano avuto un gran successo, anche se le assicurazioni potrebbero aggiustare il tiro in futuro.

Durante il mio intervento ho avuto modo di presentare gli uniti emedamenti del Governo,  presentati a luglio durante l’iter del decreto anticrisi, tesi a confermare l’obbligatorietà della procedura di indennizzo diretto nonostante sentenza della Corte Costituzionale che ne aveva stabilito  la sostanziale facoltatività.

Gli emendamenti, che potrebbero essere ripresentati in un collegato alla finanziaria, sono una vera e propria schifezza, una lezione di “maleducazione civica”. Sembrano, infatti, scritti sotto dettatura dell’ANIA, ricalcalcando l’orientamento che la stessa ha suggerito alle Compagnie (cfr. circolare allegata).

La documentazione mi è giunta da un solerte e valido professionista cui va il mio sentito ringraziamento per il contributo dato alla conoscenza della situazione.