Leggendo commenti relativi al comunicato di CNA-Assoprofessioni è opportuno osservare che chi propone di costituire un albo degli esperti di infortunistica stradale non è al corrente degli innumerevoli tentativi passati, cui ho peraltro partecipato attivamente.
Il sogno di costituire un albo dei patrocinatori autonomo o da inserire in quello dei periti assicurativi è svanito quando, nel 1997, l’Antitrust, in una famosa indagine conoscitiva, ha sottolineato che il mercato italiano delle professioni era regolamentato da una presenza abnorme di ordini e collegi.
La soluzione suggerita dall’Authority era quindi di:
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non introdurre nuove riserve di legge;
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non costituire nuovi ordini;
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procedere al riconoscimento delle professioni non regolamentate e delle associazioni di riferimento ma senza barriere di entrata.
Negli ultimi anni, infatti, non sono stati costituiti nuovi ordini né sono state introdotte ulteriori riserve di legge, nonostante le molte pressioni.
Non sono state però riconosciute le professioni non regolamentate. Tale appassionante battaglia continua e il fatto che CNA, associazione di categoria “pesante”, e Assoprofessioni abbiano insieme fatto un comunicato a difesa della nostra professione è certamente positivo anche se non esime nessuno dal darsi da fare se non si vuole rischiare seriamente di chiudere i battenti o accettare l’umiliazione e il costo di cambiare la ragione sociale.
La nostra professione ha visto l’affermazione di una giurisprudenza di merito e di Cassazione che ha chiarito il limite della nostra attività che è, per l’appunto, quella di patrocinatori “stragiudiziali” (e non oltre).
Sono stupito quindi da come sia poco aggiornata la conoscenza di tali argomenti.
Se la riforma della professione forense sarà varata con la nuova riserva di legge, ci si potrà dimenticare del riconoscimento di una professione che non esisterà più.
Lavorare per tentare di costituire un albo non è una gita fuori porta, come qualcuno ha ipotizzato. Si tratta di far varare una legge ordinaria che, peraltro, deve passare sotto le forche caudine delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato (notoriamente presidiate dalla parte più corporativa dell’avvocatura).
I colleghi affiliati alle reti e gli iscritti alle associazioni dovrebbero chiedere ed ottenere di essere tempestivamente informati delle iniziative legislative riguardanti la nostra professione, che si può governare nel tempo solo con una conoscenza costantemente aggiornata.
Se dovessi infatti definire con un motto il mio ambiente professionale nei momenti difficili come questo potrebbe essere “armiamoci e partite”.
Ringrazio sentitamente un collega per l’invito a costituire una nuova associazione. Potrei anche pensarci ma dopo anni di esperienza associativa nutro non poche riserve.
In questo momento trovo interessante lavorare ad un progetto come quello di CNA-Assoprofessioni che avrà prossimi sviluppi significativi anche per chi desidera parteciparvi.
Il mio auspicio è che l’aggregazione di informazioni eterogenee pubblicate su questo sito attingendo da fonti sempre attendibili possa essere utile ad ogni professionista per andare un po’ più in là del proprio “particulare”.