Automobilista.it. “Indennizzo diretto, porcata parlamentare sventata”
scritto da admin il 6 febbraio 2010
Risarcimento Diretto
scritto da admin il 6 febbraio 2010
scritto da admin il 29 dicembre 2009
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scritto da admin il 23 giugno 2009
POLITICA & SOCIETÀ 21.06.2009 | di Massimo Bongiorno
Rc auto, i soliti lamenti che diventano aumenti
Per sua fortuna Thomas Eliot non si è mai occupato di assicurazioni Rc Auto, tanto meno in Italia. Altrimenti non avrebbe mai scritto che è aprile il più crudele dei mesi, ma giugno. Ogni anno, a cavallo del solstizio d’estate, si assiste infatti allo stesso balletto di dichiarazioni tra compagnie di assicurazione (Ania), authority di settore (Isvap) e associazioni di consumatori. Che si trascina dall’assemblea dell’Isvap a metà mese a quella dell’Ania, a inizio luglio, e quasi regolarmente finisce per partorire provvedimenti legislativi in piena estate, mentre gli italiani pensano a tutt’altro. La nota costante è il pianto greco delle compagnie, che per giustificare il continuo «mancato calo» delle tariffe indossano alternativamente i panni di vittime di un perverso sistema di truffe oppure di un «calo allarmante» nella raccolta.
Il risultato è che dal 1994, anno fatidico della liberalizzazione del settore, il costo medio delle polizze Rc Auto è cresciuto in Italia di oltre il 160%: un record sicuramente europeo e molto probabilmente mondiale. Nello stesso tempo, il Parlamento ha sfornato a ritmi regolari provvedimenti per abbattere i costi dei risarcimenti a carico delle compagnie, dalla revisione delle tabelle sul danno biologico nel 2001 (tutte abbassate) fino all’indennizzo diretto, nel 2007. E dove non si è spinto il legislatore, hanno agito altri. A novembre, ad esempio, alcune sentenze della Corte di Cassazione hanno di fatto reso il risarcimento del «danno morale» (circa il 30% dei cosiddetti «danni alla persona») quasi impossibile al di fuori di una costosa e lunga causa civile, che non tutti possono permettersi. Singolare coincidenza: il presidente della Suprema Corte di Cassazione, professor Vincenzo Carbone, è anche presidente onorario dell’associazione «Melchiorre Gioia», il think tank finanziato dalle compagnie di assicurazione (nel comitato esecutivo siede il dottor Vittorio Verdone, responsabile del settore auto dell’Ania).
L’anno scorso, subito dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni, le compagnie hanno trovato nei nuovi inquilini del Palazzo buone sponde per intervenire sulle liberalizzazioni di Bersani. Delle famose «lenzuolate» restava poco già allora, oggi sarebbe generoso parlare tuttalpiù di un paio di federe: il plurimandato per gli agenti e la facoltà per gli assicurati di recedere senza penali da contratti pluriennali. Tutti e due rischiano di scomparire, il secondo più del primo, grazie a un paio di emendamenti ad hoc a un disegno di legge (il 1195) che guarda caso rischia di essere convertito in estate. Quest’anno, infatti, le parti in commedia non sono cambiate.
Il sipario si è alzato l’11 giugno all’assemblea annuale dell’Isvap, presieduta (ironia della sorte) da un omonimo del famoso attore Giancarlo Giannini, e non si sa bene quando calerà. Intanto il numero uno dell’Ania Fabio Cerchiai intona il lamento delle compagnie per un calo della raccolta del 3% nel 2008. Tenendo presente che le vendite di auto sono crollate di oltre il 13% (l’usato è fermo) ci sarebbe da brindare, ma invece lui annuncia aumenti tariffari. Anzi: Generali ha già ritoccato di un 4% medio il listino. Le associazioni di consumatori parlano di «pizzo legalizzato», ma intanto mantengono discutibili contaminazioni con l’Ania (vedi il Forum Ania-Consumatori…). E l’Isvap ha appena dato il via libera alla fusione Toro-Generali: così 4 gruppi (Fondiaria-Sai, Allianz, Unipol e Toro-Generali) controlleranno circa il 90% del mercato Rc auto: alla faccia della concorrenza.
scritto da admin il 15 marzo 2009
scritto da admin il 18 dicembre 2008
Ecco un articolo di In Sella di Dicembre sul risarcimento del danno materiale cui abbiamo collaborato.