Risarcimento Diretto
Scritto da admin il 1 dicembre 2009
Leggendo commenti relativi al comunicato di CNA-Assoprofessioni è opportuno osservare che chi propone di costituire un albo degli esperti di infortunistica stradale non è al corrente degli innumerevoli tentativi passati, cui ho peraltro partecipato attivamente.
Il sogno di costituire un albo dei patrocinatori autonomo o da inserire in quello dei periti assicurativi è svanito quando, nel 1997, l’Antitrust, in una famosa indagine conoscitiva, ha sottolineato che il mercato italiano delle professioni era regolamentato da una presenza abnorme di ordini e collegi.
La soluzione suggerita dall’Authority era quindi di:
Negli ultimi anni, infatti, non sono stati costituiti nuovi ordini né sono state introdotte ulteriori riserve di legge, nonostante le molte pressioni.
Non sono state però riconosciute le professioni non regolamentate. Tale appassionante battaglia continua e il fatto che CNA, associazione di categoria “pesante”, e Assoprofessioni abbiano insieme fatto un comunicato a difesa della nostra professione è certamente positivo anche se non esime nessuno dal darsi da fare se non si vuole rischiare seriamente di chiudere i battenti o accettare l’umiliazione e il costo di cambiare la ragione sociale.
La nostra professione ha visto l’affermazione di una giurisprudenza di merito e di Cassazione che ha chiarito il limite della nostra attività che è, per l’appunto, quella di patrocinatori “stragiudiziali” (e non oltre).
Sono stupito quindi da come sia poco aggiornata la conoscenza di tali argomenti.
Se la riforma della professione forense sarà varata con la nuova riserva di legge, ci si potrà dimenticare del riconoscimento di una professione che non esisterà più.
Lavorare per tentare di costituire un albo non è una gita fuori porta, come qualcuno ha ipotizzato. Si tratta di far varare una legge ordinaria che, peraltro, deve passare sotto le forche caudine delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato (notoriamente presidiate dalla parte più corporativa dell’avvocatura).
I colleghi affiliati alle reti e gli iscritti alle associazioni dovrebbero chiedere ed ottenere di essere tempestivamente informati delle iniziative legislative riguardanti la nostra professione, che si può governare nel tempo solo con una conoscenza costantemente aggiornata.
Se dovessi infatti definire con un motto il mio ambiente professionale nei momenti difficili come questo potrebbe essere “armiamoci e partite”.
Ringrazio sentitamente un collega per l’invito a costituire una nuova associazione. Potrei anche pensarci ma dopo anni di esperienza associativa nutro non poche riserve.
In questo momento trovo interessante lavorare ad un progetto come quello di CNA-Assoprofessioni che avrà prossimi sviluppi significativi anche per chi desidera parteciparvi.
Il mio auspicio è che l’aggregazione di informazioni eterogenee pubblicate su questo sito attingendo da fonti sempre attendibili possa essere utile ad ogni professionista per andare un po’ più in là del proprio “particulare”.
Gent.mo sig. Mannacio buonasera,
ero già a conoscenza dei tentativi, purtroppo falliti, di istituire un albo degli eperti in infortunistica stradale, mai dire mai magari questa è la volta buona……. la mia è solo una speranza!!!
La saluto cordialmente.
Patrizia
Non solo un Albo ma anche per le nuove leve un percorso di laurea ad hoc al fine di ottenere il giusto riconoscimento per una branca infortunistica stradale che merita la giusta attenzione!!!
In effetti, un po’ prima della promulgazione della legge 166/1992 (Ruolo dei Periti Assicurativi), il disegno di legge, non ricordo bene di chi, forse dello SNAPIS, forse dell’AICIS, prevedeva 2 o 3 articoli relativamente ai patrocinatori, poi improvvisamente in sede di promulgazione, questi articoli, furono depennati,chissà come, chissà da chi.
Vorrei che la nostra categoria fosse rappresentata dal collega Mannacio, in quanto racchiude nella sua persona la competenza, la forza, e l’esperienza necessaria per una guida della nostra categoria allo sbando in questo momento storico.
lo scandalo e’ che associazioni quotate a livello nazionale non siano aggiornate minimamente sulle questione di rilievo che ci interessano, ma pensano soltanto a rastrellare nuove iscrizioni per le loro associazioni che non hanno alcun potere di contrasto con chi vuole stravolgere la professione e non fanno segnale di richiamo forte sui media nazionali per spiegare alle persone che l’indennizzo diretto ormai e’ una vera e propria bufala, anzi mi viene da dire e’ una CUPOLA capeggiata (OMISSIS ndr).
Caro Mannacio pensaci e diamo forza alla nostra categoria, non ci abbattiamo e cerchiamo di trascinare tutti nella battaglia per la salvaguardia di una professione di interesse comune
Grazie