Risarcimento Diretto
Scritto da admin il 11 dicembre 2008
Italia Oggi - Indennizzi diretti Avvocati perplessi
Il Cnf: da rivedere l’art. 150 del Codice
Avvocati «molto perplessi» sull’efficacia della disciplina dell’indennizzo diretto e assicuratori che, con fiducia, restano alla finestra in attesa di capire se, cambiate le regole del gioco, a raccoglierne i benefici siano sia i clienti, sia le imprese. Due anni fa, infatti, è stata abolita l’assistenza legale nella responsabilità civile da circolazione autostradale, un intervento normativo, sostiene Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, che ad oggi «non risulta aver prodotto effetti deflattivi sul contenzioso, né sui tempi, né sulla quantità, così come, invece, auspicava il legislatore». E, parlando nel corso di un convegno sulla Disciplina del settore assicurativo ed esercizio della professione forense al senato, chiede ufficialmente la revisione dell’art. 150 del codice delle assicurazioni. Le critiche della categoria non sono nuove: già nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2006, il presidente aveva sostenuto che «pensare che la liquidazione effettuata direttamente dalla società di assicurazione della vittima possa comportare un minor dispendio di tempi e di costi è puramente illusorio, dal momento che ogni cittadino ha interesse a che l’entità del danno che ha subito sia valutata non approssimativamente, ma in tutte le sue sfaccettature, specie quando si tratti di diritto alla salute, costituzionalmente garantito» (art. 32). Il provvedimento, riconosce Francesco Nanni, direttore dell’Area normativa dell’Associazione nazionale delle imprese di assicurazioni (Ania), «è indubbiamente soggetto ad una serie di attacchi» il primo dei quali è proprio la illegittimità costituzionale: violerebbe, oltre all’art. 32 sulla tutela della salute, anche l’art. 3 della Costituzione in quanto creerebbe una differenza di trattamento fra danneggiati in casi tra loro simili, mentre il principio generale della nostra Carta costituzionale è quello dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. L’indennizzo diretto, secondo Alberto Marras, condirettore generale di Fondiaria-Sai, porta dei risultati positivi sul fronte della concorrenza di mercato: «Il cliente è al centro della compagnia di assicurazione, così come è un bene supremo nell’esercizio della professione forense», pertanto il sistema ha instillato nell’utente «una maggiore consapevolezza, basata sul merito, nella scelta dell’assicuratore o dell’avvocato». In tempi di crisi finanziaria globale, conclude Marras, non è con questo strumento che «si possono strutturalmente avere risparmi sulle tariffe, ma servirebbero degli interventi sui costi di risarcimento».
Sicuramente vi è aria di megamulte all’Italia, da parte della Comunità Europea, biusognerebbe indagare in tal senso.
Con la Class Action, quando diventerà legge, e deve diventare legge (sennò altre megamulte), le ns. povere, disgraziate, che piangono miseria almeno 2 volte l’anno di ogni santo anno, dal 1966 ad oggi, potrebbero anche vacillarte, e guai a chiunque, osi dare aiuto economico statale, sotto qualunque forma, a codesti inquinatori dell’economia mondiale.
-Ma siamo proprio sicuri che il denaro pubblico, elargito dallo Stato Italiano, per mano del CNCU, alle iscritte “note sigle consumeristiche” sul loro libro paga, sia costituzionalmente esatto?
-Per caso, tale operato dello Stato Italiano, ormai consolidato da illo tempore, nell’elargire denaro a piene mani a codeste sigle consumeristiche, viola le leggi comunitarie, i vari trattati fin qui approvati ed la nascente Costituzione Europea?
Riccardo Nicotra
grande Stefano, avanti così…L’indennizzo è assurdo per i danneggiati…sta prendendo in giro tutti Agenti e sopattutto Medici Legali!!!!!!
Ed è assurdo che non se ne siano ancora accorti.