Il Senator Lannutti ha risposto recentemente alla mia lettera a Di Pietro. Stigmatizzo i contenuti offensivi e in netta contraddizione con il comunicato dell’On. Belisario, responsabile organizzazione dell’Italia dei Valori, firmatario del pdl 1853, abrogativo della procedura. Sottolineo, inoltre, una palese storpiatura del mio cognome.

Il Senator Lannutti sostiene che l’ANIA era contraria alla norma, mentre, con la notoria prudenza, era favorevolissima se è vero, come è vero, che la procedura ha aumentato i profitti, già ottimi, del settore e che non vi sarà, per bocca delle stesse compagnie (v. recente convegno Profili Giuridici dell’Indennizzo diretto), alcuna riduzione tariffaria. Le frodi, inoltre, come risulta dagli esiti del convegno menzionato, sono in preoccupante aumento e il Direttore Generale di GGL ha sostenuto che, come è accaduto in Francia, vi possano essere addirittura imprese a caccia di sinistri piccoli per guadagnare sui forfait. Lo sapeva il Senator Lannutti? Noi lo sapevamo da tempo. Un fallimento oggettivo, quindi, di cui Lannutti non solo non vuole rendersi conto, ma che vede come una vittoria! Tutto il resto della lettera è propaganda che pare tesa a diffamare un’intera categoria di lavoratori. Ritorneremo in argomento con maggiore dettaglio anticipando che il consumerismo italiano, quello governativo, sembra voler ingaggiare una specie di lotta di classe contro i professionisti con risultati che, allo stato, pare vadano a favore delle imprese. Nel mondo anglosassone, culla del consumerismo, consumatori indipendenti e professionisti indipendenti sono grandi alleati. Qui accade il contrario, con il risultato che uno dei leader del consumerismo nostrano non desidera approfondire la materia cercando miglior consiglio, anche nel suo partito. Il sonno della ragione crea mostri.

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http://www.eliolannutti.it/

On. Ministro Antonio Di Pietro
Presidente – Italia Dei Valori
Roma

Caro signor Ministro,
rispondo alla lettera del signor Stefano Magnaccio (Mannacio ndr) arrivata oggi per fax dalla segreteria, dove viene rimproverato all’Adusbef, ed al sottoscritto in particolare, di aver fatto approvare nell’ordinamento, il cosiddetto “indennizzo diretto”.

Rivendico con orgoglio una battaglia di civiltà portata avanti per prima da Adusbef,ma anche da altre associazioni di consumatori sull’indennizzo diretto,per evitare che nel sottobosco dei risarcimenti dei danni potessero prosperare sensali ed intermediari, che gonfiavano ad arte gli indennizzi, da scaricare successivamente sugli allegri aumenti tariffari, cresciuti anche al ritmo del 15-20 per cento l’anno (precisamente del 158,45 per cento,dal 1994 al 2007).

Nel vecchio ordinamento quando si verificava un sinistro,non era la compagnia che avendo emesso la polizza conosceva la condotta dell’assicurato ad avviare la pratica del risarcimento, ma una compagnia terza che essendo all’oscuro dei comportamenti dell’utente, poteva dilatare l’indennizzo anche con il ricorso al Tribunale, allungando i tempi e gonfiando i relativi costi, che ricadevano sulla generalità degli assicurati.

L’indennizzo diretto, osteggiato dalle varie corporazioni di interessi,dai periti e dall’Ania (Associazione delle Compagnie), che non hanno alcun interesse a migliorare la qualità dei servizi assicurativi ed a soddisfare utenti obbligati a contrarre, né a prevenire truffe e frodi ben presenti nel settore, che lo ripeto, sono allegramente scaricati sulle tariffe, responsabilizza le compagnie che conoscono se l’assicurato ha comportamenti di correttezza o meno, velocizza i risarcimenti e produrrà a regime una diminuzione delle tariffe RC Auto.

Probabilmente il signor Magnaccio (Mannacio ndr) e la pletora dei sensali che si sono arricchiti sulla pelle degli assicurati, sconfitti da Adusbef e dal sottoscritto, che assieme ad altre associazioni del CNCU sono riusciti a smontare il prosperoso e collaudato meccanismo,stimato tra 1,5 e 2 miliardi di euro l’anno che ricadeva sugli assicurati, sono alla ricerca di una rivincita o di una facile propaganda.

La lettera del signor Mannacio infine oltre a riconoscere il merito di una difesa dei diritti, rappresenta la prova provata di una battaglia giusta e senza quartiere che Adusbef ed il sottoscritto portano avanti da oltre venti anni, non nell’interesse di cartelli, corporazioni, o combriccole di amici, ma negli interessi più generali della collettività e, se non sono presuntuoso, del “bene comune”.
Ringraziando per la cortese attenzione, l’occasione è gradita per rinviare

Cordiali saluti
Elio Lannutti (Presidente Adusbef)
Roma,19.3.2008

5 Commenti per “Risposta del Senator Lannutti alla mia lettera a Di Pietro”

  1. Dott. Carlo Tinti scrive:
    15 aprile 2008 at 17:29

    Dopo aver letto la risposta del signor Elio Lannutti alla lettera del signor Mannacio, mi permetto, con grande umiltà, di consigliare al Lannutti di documentarsi in modo approfondito sulle dinamiche risarcitorie poste in essere, quantomeno negli ultimi dieci anni, dalle compagnie assicurative tutte, per poterne poi dibattere con adeguata cognizione di causa; preciso che sono disposto a sostenere tale dibattito in qualunque sede!

    In merito al suo assunto: ” L’indennizzo diretto, osteggiato dalle varie corporazioni di interessi,dai periti e dall’Ania (Associazione delle Compagnie), che non hanno alcun interesse a migliorare la qualità dei servizi assicurativi ed a soddisfare utenti obbligati a contrarre, né a prevenire truffe e frodi ben presenti nel settore…”, ritengo che se l’Ania non avesse individuato come assolutamente vantaggiosa la procedura indennizzo diretto, non avrebbe aderito all’ACCORDO ( che come tale non potebbe derogare all’ 2043 del Codice civile, fonte sovraordinata ), quindi non vedo alcun merito particolare per le associazioni dei consumatori, ma una strana identità di vedute con l’Ania.
    in merito a quanto affermato a proposito della presunta “…. pletora dei sensali che si sono arricchiti sulla pelle degli assicurati…. “, vorrei ricordare come, oltre a fare di tutte le erbe un fascio, il signor Lannutti, nel dare giudizi, non consideri un fattore elementare quanto determinante: se le compagnie assicurative fossero eque, corrette e oneste nei confronti dei danneggiati, la pletora dei sensali non avrebbe ragione di esistere: i danneggiati potrebbero rivolgersi direttamente alle compagnie assicurative e farsi risarcire equamente !
    Concludo con uno spunto di riflessione : i danneggiati sono oggi tutelati dalle associazioni dei consumatori… in conseguenza di ciò non sono più risarciti (il risarcimento presuppone un reato )ma indennizzati (l’indennizzo discende da una responsabilità contrattuale)….. quale sarà il prossimo passo ?… inserire una franchigia sull’indennizzo?

    Dott. Carlo Tinti
    membro della pletora dei sensali

  2. daniele scrive:
    15 aprile 2008 at 17:34

    Mi era venuta d’istinto l’espressione “da non credere”, purtroppo invece è tutto vero.

    Stefano non mollarlo, ti prego !

  3. simone scrive:
    16 aprile 2008 at 07:41

    Caro Stefano, non ci abbandonare anche tu altrimenti siamo finiti il mio Studio di infortunistica stradale ti rinnova la sua fiducia…per quello che riguarda Lannutti credo che la sua foto sia abbastanza eloquente e come diceva Totò “e ho detto tutto”, forse è arrabbiato perchè le sue associazioni dei consumatori non sono riuscite a sostituirsi alla pletora dei sensali….ragazzi non mollate ma cerchiamo anche di unirci perchè se ognuno fa i cavoli suoi questi ci si mangiano piano piano!!!!
    Ciao a tutti.
    Simone un altro degli sciacalli che vive sulle spalle dei danneggiati.
    P.S.
    Caro Stefano che ne pensi del cambio ai vertici della politica rispetto all’indennizzo diretto? torniamo a parlare con i fondatori?

  4. Fabrizio Zanoni scrive:
    23 aprile 2008 at 09:53

    Sarebbe quasi da auspicare che Lanutti ci porti in tribunale
    Sarebbe così la prima volta che Adusbef si presenta a confronti sull’indennizzo diretto alla presenza di patrocinatori legali. Tutte le volte che sono stati invitati hanno pensato bene di negarsi.

  5. Antonio scrive:
    18 giugno 2008 at 00:16

    Egregio Dott. Mannacio, chi Le scrive è un patrocinatore stragiudiziane che svolge questo lavoro, con amore e passione, da circa 10 anni.Voglio intervenire raccontandoVi una delle tante esperienze avute con le compagnie di assicurazioni in merito ai risarcimenti, sperando che venga letto o fatto pervenire ad uno di quei Signori che tanto criticano il nostro lavoro:
    Sig. ra di 58 anni vittima di sinistro stradale senza colpa e con lesioni fisiche. Recatasi più volte, personalmente, presso ispettorato di zona gli si offre dapprima un certo punteggio di I.P..Ci ritorna ulteriormente, lamentandosi della esigua somma, stesso punteggio aumentato di poco.Non convinta si rivolge al mio studio.In corso di trattazione ci accorgiamo che dapprima il liquidatore aveva offerto 1%. Successivamente, a causa delle continue lamentele del proprio assicurato, portato a 2% nonostante “il loro” medico legale di fiducia abbia riconosciuto il 4% durante la visita medica. Ecco, allora, mi chiedo, anzi chiedo a quei sig. ri, non ci fossimo stati noi o l’ avvocato quanto avrebbe risparmiato la compagnia? e sulle spalle di chi?. Cosa ne capisce una Sig. ra di 58 anni di I.P. I.T.T. Morale ecc.. ecc.? A proposito …è stato definito con il 5% per la gioia della Sig. ra e….nostra.

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