Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta del Dr. Francesco Mannacio, esperto di RC – Auto.


francesco mannacioBologna, 1 Aprile 2008  - Lettera in formato pdf
 
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Dopo un periodo di assenza dalla ribalta, che avevamo attribuito ad un opportuno esilio, il Sig. Fabrizio Premuti è tornato a calcare le scene del teatrino della RCA.

Lo si può vedere, ora qua e ora là, a lamentare la mancata diminuzione delle tariffe assicurative e a fare la faccia feroce nei confronti dell’ANIA, dimentico di aver partecipato, in questi ultimi anni, al confezionamento di tutti quei provvedimenti, legislativi e non, che si sono tradotti in cospicui vantaggi per le Compagnie (i cui bilanci tracimano di utili) e in previste quanto brucianti fregature per gli assicurati in genere, che non hanno ricevuto alcuna benefica ricaduta sul piano tariffario e, soprattutto, per le Vittime della Strada che hanno subito una costante e significativa erosione dei loro diritti.

E’ opportuno ribadire infatti che le recenti norme (Legge 57/01, Legge 273/02, Dlgs 209/05, DM 3 Luglio 2003 - “Tabella Micropernamenti”, DPR 254 del 18/7/06 – “Indennizzo Diretto”), alcune delle quali in palese odore di incostituzionalità, hanno ricevuto l’entusiastico viatico delle Associazioni aderenti al CNCU e soprattutto di Adiconsum dove milita, per l’appunto, il Premuti in qualità di “responsabile settore assicurazioni”.

Gli addetti ai lavori sanno anche molto bene che il CNCU è presieduto dal ministro delle Attività Produttive di turno il quale autorizza i finanziamenti alle associazioni aderenti e che, pertanto, il consumerismo italiano è ben lungi dal possedere una patente di indipendenza o terzietà.

Ma torniamo a questo paladino dei consumatori e tracciamone un profilo cronologico:

Sino al 1999 è segretario generale del Sicesa, ovvero del sindacato dei patrocinatori stragiudiziali. Nello svolgimento di tale attività (quella di patrocinatore), che sembra tuttora esercitare, dovrebbe avere a cuore la miglior tutela dei diritti dei patrocinati e quindi la sua stella polare dovrebbe essere una corretta ed equilibrata valutazione del danno alla persona.

Nel 96 collabora alla stesura di un libello (“Il punto unico nazionale”) e afferma categoricamente che i criteri risarcitori non possono risultare inferiori alla media delle valutazioni sino ad allora espresse dai vari Tribunali del Paese.

Nel 2000 siede però ad un tavolo con ANIA e ISVAP e la sua associazione firma un protocollo d’intesa che verrà trasformato nella legge 57/01 con l’emanazione di tabelle ben inferiori alle medie teorizzate quattro anni prima.

Nessun impegno viene peraltro richiesto dall’ANIA in ordine ad una contemporanea diminuzione delle tariffe.

Le compagnie incassano il ricco cadeau e per di più aumentano i premi.

Con il decreto 3 Luglio 2003 vengono emanate le tabelle relative ai barémes medico-legali per le invalidità minori, con sensibile diminuzione dei precedenti criteri e quindi con ulteriori benefici economici per le compagnie.

Nessuna voce in contrario si leva dal CNCU né tantomeno dall’Adiconsum e dal suo esperto.

Ma non basta! Viene formata una nuova commissione medica per studiare i nuovi barémes per le invalidità gravi e gravissime.

Alla stessa partecipano in maggioranza medici designati dall’ANIA. Il CNCU, che avrebbe dovuto assumere il compito di riequilibrare la massiccia presenza di fiduciari delle compagnie, si fa invece rappresentare da un medico che collabora attivamente con un importante gruppo assicurativo.

La Commissione ha prodotto alfine una criticabilissima e punitiva tabella che per fortuna è stata congelata e che ci auguriamo rimanga nel cassetto delle cattive intenzioni.

Costituirebbe infatti un ulteriore regalo alle imprese assicuratrici sulla pelle (è proprio il caso di dirlo) delle Vittime della Strada.

Con il Dlgs 209/05 e il DPR 254 del 2006 è stata introdotta la procedura relativa al cosiddetto “indennizzo diretto” che ha di fatto privato i danneggiati di un’assistenza sin dalla prima e delicata fase stragiudiziale e che consente alle Compagnie di fare il bello e cattivo tempo (qualcuno ha efficacemente detto che con la nuova normativa si è messa la volpe a guardia del pollaio).

Anche in questo caso il Premuti ha appoggiato entusiasticamente la politica governativa dimenticando però che solo nel 2002 si era espresso in modo diametralmente opposto.

Per singolare coincidenza, anche l’ANIA allora era contraria alla rivoluzione che avrebbe fortemente voluto solo tre anni dopo.

Per completare il profilo del Sig. Premuti occorre tenere conto che lo stesso opera, in qualità di agente, per alcune compagnie assicuratrici.

Ci chiediamo se tale attività sia compatibile con il ruolo di difensore dei diritti degli assicurati e dei danneggiati.

Per quanto ci concerne, visto che non ha il pudore di dimettersi o di tacere, lo lasceremmo a controllare la correttezza del gioco dei pacchi anche se può sembrare strano che un’associazione di fatto governativa sia chiamata a fare le pulci ad una trasmissione della rete pubblica.

Ma questa è materia, semmai, di “Striscia la notizia”.

Dr. Francesco Mannacio

2 Commenti per “Lettera aperta di Francesco Mannacio su settore Assicurazioni Adiconsum”

  1. Renato De Santis scrive:
    6 aprile 2008 at 22:45

    penso che essendo palesemente incostituzionale il cd “indennizzo diretto”
    bisognerebbe rimuovere il muro di gomma.

  2. fabrizio cappanera scrive:
    12 aprile 2008 at 15:51

    mi vergogno di essermi trovato spesso in certe riunioni organizzati da un fantomatico sindacato, quell’individuo dalla paccia da para .-.-.-.-.-.- non mi stupisco ancora come un suo compare non sia approdato ad un confronto con le associazioni o presso l’isvap-ania.-. un nuovo iscritto all’albo ed un prossiomo iscritto all’aicis.-.fabrizio cappanera

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