Manifesto campagna pubblicitaria del Governo pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio

Sulla inesattezza di alcuni dati rilasciati dal Ministro Bersani durante la conferenza stampa del 16/3/2005 ci eravamo soffermati nel precedente comunicato Indennizzo diretto: verità o propaganda?

Ricapitoliamo:

Il Ministro nel suo comunicato ufficiale afferma:

  1. I sinistri a febbraio sono stati 100.000 di cui 8.000 ammessi alla procedura di risarcimento diretto.
  2. I sinistri di tutto il 2006 sono stati 2,5 milioni (con una evidente e sostanziale riduzione rispetto ai dati ISVAP che nel 2005 ne rilevava 3.615.000).

Posto che il costo medio dei sinistri, come riferito dall’ANIA, ammonta a circa 4.000 Euro, il costo totale dei risarcimenti per il 2005 è di oltre 14 miliardi di Euro, come si può verificare leggendo il rapporto sull’Assicurazione Italiana edito dall’ANIA a pag. 108 del documento (file pdf. 3,30 Mb).

Non ci interessa per ora entrare nel merito di tali dati, su cui sarebbe bene aprire un capitolo a parte, ciò che stupisce è che se nel 2006 i sinistri fossero calati a 2,5 milioni, fermo restando il costo medio dei risarcimenti, le compagnie dovrebbero aver speso ”solo” 10 miliardi di Euro, a fronte di una raccolta che, salvo smentite, dovrebbe essersi mantenuta sui 18 miliardi di Euro!

Insomma, nel 2006 le Compagnie avrebbero fatto guadagni oltre ogni ragionevole previsione e senza la procedura di indennizzo diretto.

L’altra ipotesi è che il Ministro abbia dato letteralmente i numeri su una materia delicatissima.

Andiamo avanti. Un recente articolo del Sole 24 Ore sostiene che “i sinistri ammessi alla procedura di risarcimento diretto, a febbraio, sono 100.000“.

Anche in questo caso una discrasia rilevante: il Ministro fornisce alla stampa un dato totale, che, se fosse vero, sarebbe meno della metà rispetto ai dati del 2005 o del 2006, mentre il Sole attribuisce il dato solo ai sinistri che ricadono nella nuova procedura.

E’ un dato comunque basso su cui riflettere attentamente in relazione i bilanci 2006 e la trimestrale 2007 delle Compagnie  appariranno nella loro interezza.

Su questo punto per ora ci fermiamo qui.

E’ bene affrontare il tema delle due campagne pubblicitarie sulla nuova procedura in corso: una dell’ANIA e una della Presidenza del Consiglio.

Dal primo febbraio vediamo in televisione con una certa frequenza un simpatico modulo blu parlante  (file zip. 1,10 Mb) e sentiamo ameni spot radiofonici (1, 2 , 3 file mp3 di 950 Kb).

La campagna pubblicitaria sulla stampa è costata, a detta del Presidente dell’ANIA in una intervista sul Mondo, oltre 10 milioni di EURO.

Un investimento significativo, con un messaggio che invita le parti a firmare congiuntamente il modulo blu, in modo da dirimere sin dalla radice controversie sulla responsabilità.

Abbiamo criticato e critichiamo aspramente l’indennizzo diretto, ma la Campagna dell’ANIA, per quanto martellante possa essere, non può essere considerata ingannevole sotto l’aspetto della descrizione della nuova procedura; anzi, invitando in modo ossessivo i danneggiati a firmare il modulo blu, è come se evidenziasse quelle criticità che potranno emergere con tutti i sinistri a firma unica.

La nuova procedura, peraltro, che può incrementare comportamenti di “azzardo morale” dovuti alla possibilità di rivolgersi al proprio assicuratore,  scoraggia l’uso della firma congiunta.

Tale conseguenza comportamentale è peraltro descritta in un illuminante saggio (file pdf. 1,43 Mb) del direttore Generale dell’ANIA Giampaolo Galli.

Considerata l’importante e pervasiva iniziativa dell’ANIA era difficile, se non impossibile, immaginare che anche il Governo investisse danari pubblici, di cui sarebbe interessante conoscere l’ammontare, per una campagna pubblicitaria dal sapore propagandistico e demagogico e tutta a vantaggio delle Compagnie.

Vediamo in ordine il piano di fuoco del Governo pubblicato sui siti della Presidenza del Consiglio e del Ministero dello Sviluppo Economico:

  1. La manchette  publicitaria (file pdf . 1,50 Mb)
  2. Il comunicato radio (file mp3 965 Mb)
  3. Il comunicato audiovideo (file mp3 3,50 Mb)
  4. Una guida su Famiglia Cristiana dell’ISVAP
  5. Il calendario della campagna di marzo e aprile

Vorremmo subito premettere che un piano complessivo così concertato, che entrerà addirittura il giorno di Pasqua nelle parrocchie con l’autorevole e popolarissima pubblicazione di punta delle delle Edizioni Paoline, pare più una campagna di predicazione di una nuova fede che di informazione.

Infatti per credere alle leopardiane “magnifiche sorti e progressive” dell’indennizzo diretto bisogna sviluppare una fede che si basa su un principio contraddittorio in sè ovvero che “il tuo debitore è anche il tuo miglior difensore“.

Analizziamo per esempio una frase dello spot radiofonico:

“Scopri la novita’ dell’anno. Il risarcimento diretto Rc-auto. Se hai subito un incidente ti risarcisce in tempi certi e brevi il tuo assicuratore. Hai piu’ assistenza. Tutto e’ piu’ semplice”

In queste tre righe, vi sono alcune affermazioni discutibili.

  1. E’ discutibile che il tuo assicuratore ti risarcisca in tempi brevi. Infatti la nuova normativa prevede tempi di risarcimento esattamente uguali alla precedente. Inoltre la norma, che permette sospensioni dei tempi di legge in caso di richiesta di integrazioni di documenti, potrebbe causare enormi dilatazioni dei tempi di risarcimento.
  2. Che sia tutto più semplice è discutibile. Se, per esempio, i tempi di risarcimento non vengono rispettati, il danneggiato non è certo in possesso di quegli strumenti tecnico-giuridici utili a redigere un circostanziato reclamo all’Autorità di Controllo.
  3. Hai più assistenza. Questa è una affermazione non veritiera posto che  l’art. 9 comma 2 del regolamento attuativo della procedura recita ”Nel caso in cui la somma offerta dall’impresa di assicurazione sia accettata dal danneggiato, sugli importi corrisposti non sono dovuti compensi per la consulenza o assistenza professionale di cui si sia avvalso il danneggiato diversa da quella medico-legale per i danni alla persona“.

Con il risarcimento diretto il danneggiato perde il diritto, conquistato con decenni di prassi e giurisprudenza, ad avvalersi, nella delicata fase stragiudiziale, dell’assistenza di un professionista di fiducia e vedersene rimborsate le relative spese. Non c’è maggiore assistenza ma il suo il contrario. Infatti, lasciare il danneggiato, privato di tale diritto, nelle mani del proprio assicuratore, che deve fare quadrare i bilanci e rispettare i rigorosi forfait stabiliti dalla legge, è come ”mettere la volpe a guardia del pollaio”.

La riprova della apparente ingannevolezza della affermazione “più assistenza” si può ricondurre ad un esempio:

  • Un danneggiato alla guida della sua motocicletta perde la milza in un incidente con una altra macchina . Danno apparentemente grave ma tecnicamente “lieve”. Infatti, valendo il 9% di invalidità permanente, ricade nella procedura di risarcimento diretto che nega l’assistenza di un professionista, a meno che la vittima della strada non decida di pagarsela da solo.
  • Stesso incidente ma la disgraziata vittima riporta non solo la perdita della milza  ma anche la perdita di due falangi del dito anulare, altra lesione eufemisticamente definita “lieve” e che vale il 5% di invalidità. La somma dei due danni fa 14%. Il sinistro quindi non rientra nella procedura e la vittima della strada ha diritto ad essere assistita da un legale nei confronti della compagnia del responsabile che ne liquiderà le spese.

Conclusione: se per i danni “gravi” il legislatore continua a riconoscere il sacrosanto diritto all’assistenza di un professionista di fiducia, non si vede perchè per i danni “lievi”, che poi così lievi non sono, negare tale diritto dovrebbe significare ”più assistenza”!!

LO SPOT RADIOFONICO PARE QUINDI INGANNEVOLE.

Una maggiore assistenza al danneggiato potrebbe sicuramente esserci se la nuova procedura facesse salvo il diritto ad avvalersi di un patrocinatore. Invece, il bilancio tra l’assistenza del debitore, che è anche il proprio assicuratore, tecnicamente e giuridicamente attrezzato, e la privazione del diritto all’assistenza di un professionista indipendente, va sicuramente a vantaggio del debitore, non certo del creditore/Vittima della Strada.

Poster sul risarcimento diretto presente sul sito della Presidenza del ConsiglioIl poster (file pdf . 1,50 Mb) è quasi senza pudore. Presenta foto suadenti stile “Happy Days” che fanno dell’incidente stradale una cosa bella, come una gita fuori porta e con messaggi tipo “tempi certi, tempi migliori, cresce la tutela, rivolgiti al tuo assicuratore per avere tutta l’assistenza tecnica di cui hai bisogno“.

I tempi non saranno assolutamente certi, non è detto che saranno migliori, non cresce la tutela ma diminuisce.

Oltre il limite dell’immaginazione è il comunicato audiovideo che riproduce il comunicato del poster ma in termini dinamici e quindi più accattivanti.

Le tre tipologie di spot, che chiudono con lo slogan ”passo dopo passo cresce la tutela del cittadino-consumatore” con la firma e il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’ISVAP dovrebbe essere corretta con “passo dopo passo si riduce la tutela delle Vittime della Strada”.

Verrebbe da riflettere come sarebbe stata accolta tale campagna se l’avessero concepita le Compagnie.

Chi stigmatizzerà questa campagna pubblicitaria fatta con i soldi dei contribuenti che pare essere più “un mega spot” per le Compagnie che il veicolo per fornire una corretta informazione sulle caratteristiche di una nuova legge?

Le Associazioni dei Consumatori del CNCU (presiedute per legge dal Ministro dello Sviluppo Economico o un suo delegato)? E’ lecito dubitare. Sono state, soprattutto le associazioni di punta come Adiconsum, Adusbef e Federconsumatori, i paladini della nuova procedura, che oltre a lanciare una campagna dal sapore diffamatorio nei confronti dei patrocinatori hanno fatto stime di iperboliche e immediate riduzioni dei prezzi delle polizze basate su calcoli campati per aria. Solo CODICI e CONFCONSUMATORI hanno manifestato dubbi e rilievi critici, a tutt’oggi inascoltati.

I’ISVAP? Il Suo presidente ha recentemente detto, come fosse un trionfo, che, forse, tra un anno la nuova procedura comporterà una riduzione del 5% dei costi delle polizze. Verrebbe da pensare al famoso topolino partorito dalla montagna.

L’Antitrust? Ci contiamo, anche se bisogna tener conto del fatto che è stato il nume tutelare della nuova procedura, con la produzione di pareri e documentazioni che hanno portato come esempio fondante la Francia dove, però, la procedura è frutto di un accordo volontario tra le imprese. La differenza è sostanziale.

C’e da sperare in una efficace interrogazione parlamentare.

Se non si blocca la campagna del Governo, e in modo perentorio, si crea un pericoloso precedente e i tempi che seguiranno saranno tempi bui.

Mala tempora currunt.

Stefano Mannacio

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